Abbiamo bisogno di rivoluzionari veri: uomini e donne capaci di portare nuove idee, nuove visioni e ribaltare il tavolo dove siedono i potenti.
In questa puntata di Corrispondenze vi racconto la storia di Isadora Duncan, la rivoluzionaria della danza, che gettò via tutù, scarpette con la punta e chignon. Decidendo di ballare a piedi nudi e con i capelli sciolti diede vita alla danza moderna. Come Isadora, ci facciamo ispirare dai quadri di Henri Matisse e dalle onde del mare.
La danza ci offre un’occasione unica e primordiale per ritrovare quella “follia” comune, liberare la nostra timidezza e riservatezza e abbracciare il movimento libero a ritmo di musica, nel silenzio, o con lo stimolo dei suoni della natura. La danza genera gioia, perché ci collega alle nostre origini profonde di donne e uomini in stretto collegamento con l’ambiente.
Il movimento di protesta più allegro contro le restrizioni psico-pandemiche si chiama "Danser encore", è nato a Parigi, ma si è presto diffuso in tutta Europa al ritmo travolgente della musica. I partecipanti, danzando in luoghi pubblici, hanno rivendicato il diritto dell’essere umano a unire corpi e pensieri e danzare sempre nella vita. Danzare è un atto poetico a tutela dell'umano, contro tutto ciò che è transumano.